SGUARDI SUL MISTERO

Mostra personale dell'artista Fabio Rossini

Le opere esposte rappresentano una antologica dell’attivita’ dell’autore dagli anni 80 ad oggi. L’autore, fortemente influenzato dall’arte medioevale e rinascimentale, ha inizialmente trovato nell’astrattismo, in particolare nell’esperienza del gruppo “Como”, il veicolo piu’ congeniale per esprimere gli ideali di compostezza equilibrio e razionalita’. Ma  le tensioni , le angosce e le sollecitazioni provenienti dalla realta’ esterna ( l’autore è medico) ma anche gli stati d’animo ,le paure, la riflessione sui  temi fondamentali della vita, hanno spinto Rossini verso forme espressive, in una prima fase ancora nell’astrattismo, trasformandolo in una sorta di astrattismo espressivo ( da distinguere dall’espressionismo astratto di ben definito significato storico): sono opere nelle quali ricorrono schemi geometrici semplici il cui colorito psicologico di base ( ad esempio la linea orizzontale e verticale che richiamano la stabilita’ e l’invarianza, le linee oblique che richiamano la mobilita’ e il cambiamento) si traspone in contenuti esistenziali cari all’autore, quali la fatica ma anche la speranza e la convinzione  del rinnovamento e della rinascita. Tale trasposizione avviene incarnando  lo schema geometrico semplice nei diversi materiali : ad esempio, pesanti e scuri  e rispettivamente leggeri e colorati) . Negli anni piu’ recenti , ripercorrendo in una sorta di personale elaborazione parallela, l’evoluzione dell’arte moderna, l’autore ha abbandonato definitivamente le ossessioni razionalistiche di Piero, e  sulle orme di Du Champ , ha cercato di esprimere con maggiore liberta’ in forme metaforiche e concettuali le istanze  che emergevano da dentro, sempre affacciate sulla vertigine del mistero: la vita e la morte,  il destino, la tentazione pessimistica in dialogo con la intuizione metafisica, il bisogno di una palingenesi, i fantasmi  della soluzione puramente tecnologica dei bisogni  dell’uomo, la fiducia, dopo tutto, nella forza dello spirito. Così si passa dall’impiego prevalente del legno all’utilizzo del ready made e dei materiali piu’ vari, non per una scelta preconcetta  ma per  una comunicazione piu’ efficace e congeniale, nella convinzione, del resto ampiamente condivisa nell’arte contemporanea,   che i materiali in se’ non contengano alcun valore estetico intrinseco.